Coronavirus, combattere un nemico invisibile

Negli ultimi mesi il mondo intero è stato catapultato in una realtà del tutto differente rispetto a quella in cui abbiamo vissuto fin ora.
La popolazione mondiale sta combattendo contro un nemico invisibile di cui inizialmente si sapeva ben poco, noto con il nome di coronavirus. È da diverso tempo ormai che circolano svariate notizie sull’argomento, che possiamo leggere su internet o sui giornali o ascoltare in televisione.
Bisogna sempre filtrare tutto ciò che si ascolta o che si legge. Alcune notizie possono essere sbaglaite, e potrebbero in tal modo scatenare panico o atteggiamenti scorretti nella popolazione, risultati infausti.

Ad oggi gli studi scientifici progrediscono, biologi in tutto il mondo lavorano costantemente allo scopo di scoprire sempre più dettagli circa la struttura del virus e le modalità di infezione. Lo scopo primario è quello di trovare il prima possibile una cura adatta e soprattutto di poter sviluppare un vaccino. Tutto questo, nonostante il costante impegno, risulta difficile perché si tratta di un virus per certi aspetti del tutto nuovo.

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Ma cosa sappiamo ad oggi del coronavirus?

Secondo quanto riportato dal Ministero della Salute, la famiglia dei coronavirus è un’ampia famiglia di virus respiratori, ovvero che causano patologie che coinvolgono anche l’apparato respiratorio e che possono essere più o meno gravi. I membri di questa famiglia hanno assunto questo nome in quanto se osservati al microscopio hanno una classica forma di corona.
Il virus che a partire dalla città di Wuhan, si è poi diffuso in tutto il mondo è stato identificato con il nome 2019-nCoV, e la malattia da esso provocata è stata chiamata covid19. Ad oggi, a causa proprio della sua diffusione in tutto il globo, si parla di pandemia.

Alla famiglia dei coronavirus appartengono i ben noti virus che hanno provocato la MERS (Sindrome Respiratoria Meridionale) e la SARS (Sindrome Respiratoria Acuta Grave). Si tratta di virus piuttosto comuni in alcune specie di animali, ma che in determinate circostanze ad essi favorevoli possono infettare l’uomo e diffondersi così nell’ambito della popolazione, come appunto è accaduto con il 2019-nCoV.

Le modalità di trasmissione da uomo ad uomo sono generali.

Come qualsiasi altro virus esso diffonde attraverso il contatto con la persona infetta, con tosse, starnuti che producono le famigerate “droplets”.
Dunque attraverso il contatto con fluidi corporei contaminati.
Per quanto riguarda i sintomi, anche essi non sono molto specifici, almeno nelle fasi iniziali.
C’è l’innalzamento della temperatura corporea, tosse, raffreddore, difficoltà respiratorie, mal di testa. In generale si tratta di sintomi comuni anche ad altre patologie virali.

E allora cosa ha di diverso rispetto ad una semplice influenza?

Il problema principale legato al coronavirus sono i danni legati all’apparato respiratorio, che non sempre si manifestano, ma quando compaiono la malattia diventa piuttosto pericolosa e grave. Molte persone a causa della polmonite interstiziale causata dal virus vengono intubate nelle terapie intensive.
La polmonite interstiziale colpisce gli alveoli polmonari e solitamente è bilaterale.
Tali condizioni non sempre definiscono il decorso della malattia favorevole.

Ad oggi non è stato ancora elaborato un vaccino da somministrare alla popolazione, in quanto appunto i tempi tecnici necessari al suo sviluppo sono lunghi e richiedono vari trials clinici.

Il trattamento da mettere in atto in caso di contagio, anch’esso non risulta ben chiaro. Non c’è un trattamento che possa andare bene per tutti i pazienti, ma le cure sono soggettive e vengono somministrate anche in base alla sintomatologia presentata.

Dunque in generale noi cosa possiamo fare?

Purtroppo nulla di più di quanto stiamo facendo. Restare in casa e rispettare tutte le norme imposte dalla legge. Ciò che però sarebbe necessario fare, indipendentemente dal coronavirus, è di rispettare al meglio le norme igieniche di base che ci consentono di vivere bene.